2018 WRITING YEAR IN REVIEW

2018 WRITING YEAR IN REVIEW

POTETE ANCHE LASCIARE I LINK ALLE STORIE!

Numero totale di storie scritte: In tutto sono 25.
# di oneshot: 24 in tutto.
# di long: Solo 1.
Storia più lunga: La mia long: Cecità; di cui sono ancora al secondo capitolo. Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=2164&chapter=1.
Storia più corta: Penso ‘La fine del tempo degli uomini’. Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=1980. Che conta solo 171 parole.
Fandom in cui hai scritto: Marvel; Dragon ball Z; Naruto; Diversi crossover; Disney e Pixar. Sono orgogliosa soprattutto di aver trovato un posto dove mettere una scena del mio originale.

PENSIERI GENERALI

In generale, pensi di aver scritto di più, di meno, o esattamente quanto avevi in mente a inizio anno? Penso di meno di quanto pensassi all’inizio, ma comunque più di quanto mi aspettassi alla fine.

In che genere/coppia/fandom hai scritto che non ti saresti mai aspettato di fare? Non pensavo che avrei mai avuto il coraggio di scrivere una Red sulla mia stessa ship: Alessandrè e Casper.

Qual è la tua storia preferita dellanno? Perché? La mia preferita è ‘Prima volta di Ale e Casper’. Perché è una scena a cui tengo davvero molto e spero di poterla condividere. Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=2278.

Hai scritto qualcosa di diverso rispetto al solito? Bath time è insolita per me. Non ho mai scritto su futuri ipotetici dei personaggi di fandom, con vere e proprie famigliole se non all’interno di long. Devo dire però che è stato divertente e vorrei riprovarci. Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=2184.

PENSIERI SPECIFICI (E PERSONALI)

La tua storia migliore dellanno: Non saprei proprio scegliere, quando scrivo una storia ci metto sempre qualcosa e non so cosa ne renda una migliore di un’altra. Posso avere la mia preferita, ma non sarebbe un parere oggettivo.
Storia più popolare di questanno: Bath time. Con 4 recensioni; 3 Kudos e 49 visualizzazioni.
Storia più divertente da scrivere: Gli aristocratici nel fandom degli Aristogatti. Anche se mi ha fatto fare scoperte sconcertanti su Romeo. Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=1918.
Storia più sexy di questanno: ‘La prima volta di Ale e Casper’ è l’unica a rating rosso, ma da qui a vederla sexy ce ne passa.
Storia che ti ha fatto pensare “Ora sto esagerando lol”: Penso Creed il baby-sitter. Creed è un personaggio molto complesso e nel mio canon ancora più angst che nei film. Nonostante passino i secoli, crede ancora in una famiglia che lo ha molto ferito. Prima o poi dovrei approfondirlo. Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=1949&chapter=1.
Storia che ti ha fatto cambiare idea su un personaggio: Penso ‘Amore materno’. Perché mi è piaciuto molto descrivere l’affetto che Narcissa prova per suo figlio Draco. Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=1952&chapter=1.
Storia più difficile da scrivere: Paradossalmente ‘Una rana blu’. Non riuscivo a farla quadrare in nessun modo, anche se era un’idea che avevo da parecchio. Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=1955&chapter=1
Peggiore delusione (e perché ti ha deluso?): A livello di letture quasi tutte. Non sono state molto calcolate come storie, ma il vero problema sono io che non so pubblicizzarle quanto dovrei.
Miglior sorpresa: Non mi aspettavo sarebbe piaciuta così tanto ‘Le voglie di Lily’. Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=1942&chapter=1
Numero di fanfiction che non hai concluso/postato: Non ho ancora concluso ‘Cecità’. Avevo i capitoli successivi salvati, ma il mio caro pc ha bruciato tutto, compresa la memoria esterna. Ed ora sono senza fino a nuovo ordine.

TRA TUTTE LE TUE OPERE DI QUESTʼANNO CITA I MIGLIORI…

2 titoli:
3 frasi iniziali:

Frase iniziale di ‘Prima volta di Ale e Casper’: < Niente, non riesco a trovare una soluzione. Non posso far spendere un capitale a Pam perché non ho risparmi da parte > rifletté Casper.

Frase iniziale di ‘La prima parola di Gimli’: La luce del sole stava calando oltre la finestra dell’umile dimora, divenendo sempre più aranciata, tingendo di riflessi vermigli la vallata. Si udivano grugniti di maiali e nitriti di cavalli in lontananza.

Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=1925&chapter=1.

Frase iniziale di ‘La mancata serietà di Naruto’: Boruto sbuffò e incrociò le braccia al petto. “Sono stanco di giocare a baseball, è un gioco stupido” si lamentò.

Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=1919&chapter=1.
4 frasi finali:

Frase finale di ‘Volontarie incomprensioni’: < Fortunatamente non tutti i pazienti sono così fastidiosi > si disse la dottoressa.

Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=2201&chapter=1

Frase finale di ‘Non voglio fermarmi’: Haku socchiuse le labbra e contraccambiò il bacio, entrambi sentirono il sapore della pioggia.

Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=2191&chapter=1.

Frase finale di ‘Ospiti sgraditi’: I coniugi Briefs continuarono a urlare indignati, richiamando servitù e sicurezza, mentre il genero e la sua famiglia si dirigevano all’uscita.

Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=1935&chapter=1.

Frase finale di ‘Il Regno meraviglioso del desiderio’: “Vedrai, ti ritroverò, mio fantasma senza identità. E danzeremo finalmente insieme” disse, con la gola che le doleva.

Link: http://writerswing.altervista.org/viewstory.php?sid=2192&chapter=1
5 citazioni a caso:

Suppongo significhi che non devo dire da dove vengano. Quindi vi lascio il Link della mia pagina e vi sfido a ritrovarle:

Citazione 1: Tanto lo sappiamo che nessuno vuole adottare dei bambini come noi.

Citazione 2: Se potessi diventare brava come te, lo farei subito, senza alcun dubbio o remora. Solo per farti capire quanto tengo a te.

Citazione 3: < Una volta che riesce a fissare qualche elemento, di solito poi non lo dimentica più. In caso contrario, io sarò sempre al suo fianco > pensò.

Citazione 4: < Questa nostra comune passione per i fantasmi è l’unica cosa che ci unisce. Ho sempre pensato che non mi avrebbe mai notato.

Lei è la ragazza popolare, io l’emarginato. Lei è la bellissima cheerleader ed io quello strano che parla col suo cane >.

Citazione 5: “Ora voglio sapere come va a finire la favola”.

PENSIERI SUL FUTURO

Hai qualche obiettivo per il prossimo anno? Sì, voglio assolutamente scrivere altre scene del mio originale. Sperando di far conoscere i personaggi del mio romanzo e inserire scene che nei libri non potrei mettere.
Quali sono i tuoi buoni propositi di scrittura per lanno prossimo? Migliorare, essere più costante, imparare anche a disegnare e fare delle opere grafiche per i miei lavori e soprattutto trovare qualcosa con cui scrivere.

TEASER – WORK IN PROGRESS

Stai lavorando a qualcosa in questo momento? Sto lavorando davvero a tantissime cose, ma non avendo un computer la vedo dura. Forse tenterò dal cellulare. Di sicuro vorrò continuare Cecità.
Hai già adocchiato qualche nuovo fandom? Banana Fish, ma non so se avrò il coraggio di scriverci su.
Lasciaci un piccolo snippet: Di qualche scena futura?

Eccola: < Sì, e ho perso. Sono stato uno sciocco, un folle a pensare di poter mantenere le mie promesse > pensò Vegeta.

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Il dio degli animali I° parte

Karen si abbassò, vedendo che un volantino era scivolato sotto la porta. Lo raggiunse e si piegò in avanti, raccogliendo il volantino da terra. Rappresentava la figura di un uomo per metà cavallo e per metà umano, con un serpente al posto della coda. C’era scritto in verde fosforescente: “Il dio degli animali ti osserva”.

“Come se non fossero sufficienti i testimoni di Geova” borbottò. Appallottolò il foglietto e lo gettò a terra.

Udì un tonfo, rabbrividì e si voltò di scatto. Sgranò gli occhi vedendo che al centro della stanza, davanti al divano, c’era un canguro.

“Non siamo in Australia! Da dove diamine è entrato?!” gridò Karen.

Il canguro stava ritto davanti a lei e la fissava negli occhi.

< Cosa diamine ci fa un canguro qui? > si domandò Karen. Si avvicinò alla creatura, tenendo una mano davanti a sé, deglutì rumorosamente.

“V-va tutto bene… non ti farò del male…” disse, fino a raggiungerlo. Accarezzò il muso dell’animale, che lo guardo con aria rilassata.

“Cosa ci fai…”. Iniziò a dire Karen, ma avvertì una fitta al basso ventre. Indietreggiò, gemendo.

Il canguro la guardò con interesse.

La giovane si grattò la testa, sentendola prudere e avvertì qualcosa di morbido sotto le dita. Gridò, riconoscendo che erano le sue orecchie, queste ultime erano ricoperte da una peluria marrone dorata e, divenendo a punta, si alzarono verso l’alto.

La giovane balzò all’indietro, le sue gambe scattarono così tanto da farla volare e sbattere contro la parete alle sue spalle. Mugolando, si rialzò in piedi, avvertì una fitta al coccige e una coda crebbe, strappandole i jeans. Le cuciture saltarono anche nella sua camicia, mentre le spalle divenivano possenti. Il suo viso si allungò, mentre le sue scarpe si rompevano, per fare spazio alle sue grosse zampe. La pelliccia divenne arancione e crebbe lungo anche le sue gambe e le sue braccia.

Cercò di urlare, ma gli uscirono solo dei profondi versi gutturali.

< La mia voce, non è più la mia voce! Sto facendo il dannato verso di un canguro! > urlò mentalmente. Cercò di correre verso il telefono, ma le sue mani divennero zampe dai lunghi artigli neri e distrusse l’apparecchio cordless.

La pelliccia crebbe lungo il suo collo, che stava divenendo più lungo, le ossa le dolevano, ma riusciva solo a fare i versi di un canguro. Il suo muso si ricoprì a sua volta di pelliccia, mentre i denti le diventavano più lunghi e gialli. Le sue braccia iniziarono a ridursi, mentre le sue gambe diventavano massicce e muscolose.

I suoi vestiti finirono di distruggersi, il suo naso divenne umido, si mise sulla punta delle zampe, mentre anche i suoi talloni si allungavano. I capelli divennero parte della peluria, mentre i suoi occhi diventavano neri e vitrei. La pelle sul suo ventre si piegò e si modificò, fino a creare una sacca.

Il canguro fece un verso e balzò dalla finestra, il canguro di sesso femminile che era stato Karen gli balzò dietro, seguendolo docilmente.

 

 

Lex, il signore della Justice League

“Ah, i pipistrelli… Sì, avevo sentito qualcuno chiedermi aiuto per un affaruccio del genere, Bruce, ma…”. Lex scosse le manette. “Diciamo che ha fatto tutto da solo, eh? Tu sei la terza persona che vedo da quando sono qui”. Commentò annoiato. “Quindi potrei aver collaborato in tempi non sospetti ad avviare la cosa, ma ora giuro di essere un bravo boy scout, quindi non pensare di affibbiarmi responsabilità che non mi competono, bat-boy”. Ricominciò a coccolare il cane.

Bruce lo osservò, piegò di lato il capo e assottigliò gli occhi.

< Sembra essersi dimenticato della mia presenza. La sua follia è reale > rifletté e si sedette in un angolo della cella, sospirando pesantemente.

“Clark, temo che la sua mente sia troppo diversa dalla mia per poter essere compresa” disse secca Diana.

Kent accarezzò a sua volta il cane e la sua mano sfiorò quella di Lex.
“Conosci un modo per fermarli? Il cugino di Diana dice che vogliono i pezzi di un’arma. Serve a batterli?” domandò.
“Ogni essere vivente a questo universo può essere distrutto, ed esiste un’arma anche per loro” disse Lex. “Non garantisco al 100% sia quella di cui fate menzione perché non l’ho mai vista attiva, ma ci sono alte probabilità che lo sia”. Strinse la mano di Clark e gli rivolse un vago sorriso. “Ho detto che sono un bravo ragazzo coi bravi ragazzi, signor Kent. Non vi sto mentendo”.
Clark arrossì e guardò gli altri.
“Procurarsi eccitazione a vicenda per me non è un problema…” disse Diana, guardandolo a sua volta.
“Tradotto, pomiciate pure se vi fa sentire bene” disse secco Bruce.
Clark sentì il battito cardiaco accelerargli rapidamente.
“G-grazie, Lex” farfugliò
Lex gli allargò di nuovo il colletto della camicia di Kent.
“Ha bisogno di un po’ d’aria,signor Kent?” domandò con tono divertito. “Vorrei offrirti un letto, ma temo che in una cella ci sia solo il pavimento”. Lo baciò.
Clark socchiuse le labbra e ricambiò al bacio con un gorgoglio.
Bruce si alzò in piedi e indicò l’uscita a Diana. “E’ Interessante” bisbigliò quest’ultima. Wayne la strattonò. “Non è un documentario, lasciali soli” bisbigliò.
Lex si strinse a lui.
“Sappi che fra poco avrò voglia di avere una tua nuova camicia, che i tuoi amici assistano o meno” avvisò e rimase abbracciato a lui, col viso contro il suo collo.
“Conosce così poco gli uomini, Diana?” indagò.
Bruce fece uscire Diana e portò con sé Krypto, che mugolò di fastidio.
Clark abbracciò Lex a sua volta.
“Diana ormai conosce molto bene gli uomini, ma per lei, in realtà, resteranno sempre un mistero.
E’ cresciuta in un mondo di amazzoni” spiegò.
Lex rise piano e iniziò a baciargli distrattamente il collo. “Siamo in un mondo strano. Di donne che non conoscono i maschi e di maschi che non conoscono il mondo” rifletté. Sbuffò, scrollando le spalle. “Odio la filosofia. Cosa vuoi davvero sapere di quei pipistrelli, Clark?” domandò con voce morbida. Socchiuse gli occhi.
“O vogliamo parlare di cose meno lavorative?” chiese.
Clark gli strofinò la guancia sulla spalla.
“Voglio solo che non distruggano il mondo” sussurrò basso.
Gli passò le mani sulla pelle liscia.
“Voi… trovate quell’arma e potrete fermarli?” disse Lex. Guardò le sbarre.
“Io qui sono assolutamente futile, ai fini della protezione del pianeta, senza contare che anche da fuori non se riavrei un centesimo del mio potere precedente” valutò, mordendosi l’interno della bocca. “Voi li fermerete” ribadì e gli passò le dita fra i capelli.
“Voi ce la farete, e cerca di far ridere Wayne più spesso, altrimenti la mascella gli resterà paralizzata” ironizzò e baciò la tempia di Kent. “Conto su di voi, inclusa l’amazzone, dea o chiunque sia”. Concluse, passandogli un dito sul naso e lo udì fare un verso basso. “Ho ripreso anche a mangiare, sai? Lo psicologo è molto contento e lo ha riferito al tribunale di sorveglianza…”.
Clark gli morse la spalla, arrossandogliela e mosse delicatamente la lingua, lambendogli la pelle.
“E ne sono contento anche io” disse con voce bassa.
Lex chiuse gli occhi, godendosi la sensazione provocata dalla lingua di Kent intenta a sfiorargli la pelle.
“Il giudice ha detto che potrei avere qualche agevolazione per la buona condotta, forse perfino i domiciliari se ci fosse un avvocato disposto a chiederli e un medico che abbia voglia di seguirmi” raccontò. “So che non ti fa troppo felice il pensiero di avermi fuori, ma sono… salvabile, forse, per merito tuo”. Lo baciò. “Tenevo a farti sapere soprattutto quest’ultima parte”.
Clark lo stese sotto di sé e lo strinse, inspirando il suo odore.
“Sento che se mi separassi da te adesso, ne uscirei distrutto.
Le notizie che mi stai dando, mi danno speranza”.
Lex aderì naturalmente a lui.
< E’ abituale? No, di conforto. Non lo so, non riesco a esprimere razionalmente quello che provo. Se solo fossi lucido, ma sento un legame con Clark. Mi sento così disorientato. Sono le emozioni a farmi questo?
Mi sono mancate per tutta la vita > pensò.
gesto ormai abituale e di intimità e grande conforto: non era capace di esprimere in modo completamente razionale quello che sentiva, dopotutto non era mai stato così tanto lucido ed era curioso di esplorare le possibilità del legame con Clark, senza contare che erano sensazioni per lui tanto potenti quanto disorientanti. Gli erano mancate in tutta la vita,dopotutto. “Se qualcuno si metterà fra me e te, ti assicuro che sarà ridotto a brandelli così piccoli che non basteranno nemmeno per comporre una pagina del Daily Planet”. Commentò.
“Sei il ‘mio'”. Rimarcò l’ultima parola. “…Clark Kent. La… speranza di cui ho bisogno, anche se tutto questo mi spaventa, perché sono abituato ad avere i controllo di tutto e lasciarlo a qualcuno per me non è facile, ma mi fa bene, quando sei tu, credo e…”. Alzò gli occhi e lo baciò.
Clark ricambiò al bacio con delicatezza e continuò a baciare l’altro, come un naufrago disperso in mare che cerca ossigeno. Le parole di Lex gli avevano fatto percepire un calore all’altezza del petto.
“Voglio essere la tua speranza” mormorò.
Lex rispose ai suoi baci, avvinghiandosi a Clark.
“Lo sei, Clark” disse. “So che questo non suona molto sano, ma sei il motivo per cui ancora non muoio” mormorò, avvertì delle vampate di calore invaderlo.
“V-va tutto bene” si disse e strinse la mano dell’altro.
“Va tutto bene” disse ancora, tra i baci, sentì che l’altro lo stava spingendo di nuovo sul pavimento. 
Clark si appoggiò la mano dell’altro sul petto, all’altezza del proprio cuore.
< Son inebriato dal lui, dalla sua presenza, dalla sua fisicità > pensò.
“Non voglio toglierti il controllo, perché alla fine sei tu a guidare me” mormorò.
“Hai sempre controllato me” disse Lex” In un modo o nell’altro”. Ascoltò i battiti del cuore di Clark .
< Una musica che infonde pace, se solo la mia mente ci si potesse focalizzare, sarei meno sofferente > pensò.
“Sai, stanotte, prima di incontrati ho fatto un sogno pessimo” ammise. “Non c’eri” raccontò. “Era buio, nella stanza dove mio padre mi chiudeva per punirmi e tu non c’eri”. Gli si strozzò il fiato in gola, ebbe un tremito. “Voglio essere con te”. Deglutì. “Possiamo… fare 50-50 di questa cosa del controllo, eh?”. Rimase premuto con il corpo a quello del kriptoniano.
Clark lo avvolse tra le proprie braccia e lo cullò.
“Non ti farò mai più rinchiudere.
Sai, quando ero piccolo, mi nascondevo da tutti perché i miei… diciamo che mi sentivo impazzire. Immagini, parole e frasi mi assalivano. Però io mi ritrovavo con la voce di mia madre. Ora tu segui la mia, torna da me”.
Lex dilatò le narici.
< Clark! Clark ! Devo concentrarmi su questo, o distruggerò tutti i progressi fatti, tutti i passi compiuti!
Respira, Lex, respira e ascolta Clark, ti puoi fidare di Kent, lo sai, lo senti… > si ripeté.
Smise progressivamente di tremare e si accorse di essersi morso le labbra a sangue. Alzò lo sguardo e incontrò quello di Kent.
“Sono qui” disse Luthor. Deglutì. “Non ci sono più le voci, erano solo le pareti della cella che si stringevano” ammise. “e…  la voce di mio padre che si allontanava…”. Lo strinse. “penso di doverti di nuovo ringraziare, Kent” era sudato”le madri sono in grado di fare queste cose miracolose”:
Clark gli accarezzò la fronte e canticchiò dolcemente, cercando di calmarlo.
Lex iniziò a fischiettare la canzone, seguendo la voce di Clark.

 

AFFOGANDO L’ASSASSINO

Scritta per il

#Micronarralo 170 del Blog Scrivere creativo.

 

L’uomo si pulì il pugnale sporco di sangue e lo rimise nella fodera alla sua cintola. Si piegò e si caricò il cadavere in spalla, dirigendosi al lago.

“Questo dannato sbirro ha quasi scoperto dove nascondevo le mie vittime. Maledetto, non m’impedirà di proseguire la mia collezione” si lamentò.

Lanciò carcassa del poliziotto in acqua, la superficie nera del lago s’increspò. Guardò il corpo affondare, scorse qualcosa riemergere. Inarcò un sopracciglio, avvicinandosi, impallidì vedendo il viso di una giovane nell’acqua.

“E tu come fai a essere ancora viva?” domandò.

La giovane fece scattare la sua mano pallida e gli afferrò la caviglia, stringendola tra le sue dita ossute. Iniziò a trascinare l’assassino verso di sé, questo si dimenò, cercando di liberarsi con l’altro piede.

“Io non sono viva” sibilò la giovane, trascinando l’uomo urlante in fondo al lago con sé.

 

[140].

Il desiderio di un pargolo

Scritta per il:

Miniesercizio 18 – Raccomandazioni di Scrivere creativo

 

Il desiderio di un pargolo

La donna porse al figlio il panino, teneva la schiena piegata in avanti e le sue ginocchia erano flesse.

“Stai attento a non farlo cadere, ora che mangi” disse al figlio con tono duro.

Il piccolo sporse il labbro inferiore e si voltò nella direzione da cui proveniva la musica dell’organetto. I suoi occhi fissarono il pappagallo dalle piume di colore variegato che il musicista di strada teneva in una gabbia.

“Mi stai ascoltando?” domandò la madre.

Il piccolo annuì voltandosi di scatto, facendo ondeggiare il cappellino verde che indossava. Si piegò e addentò il panino, sporcandosi d’olio le labbra.

Scrittura creativa

Esercizio di scrittura creativa: https://scriverecreativo.wordpress.com/2016/12/09/esercizio-di-scrittura-110/

Ho usato il primo film completo che ho trovato su youtube, perciò è un film che nemmeno io ho mai visto.

Si tratta di: La scuola più pazza del mondo.

I cinque minuti di scrittura base sono stati dalle 15:43 alle 15:48.

********************

 

 

“Non toccate quella roba. Avete capito maledetti ragazzini?!” ringhiò il commerciante. La porta del suo supermercato dirimpetto alla stazione di servizio si apriva e si chiudeva continuamente. Il campanello trillava e si confondeva con il brusio di sottofondo. Un giovinetto dai capelli biondi scrollò le spalle e rimise una rivista rappresentante delle figure femminili ignude, o semi-vestite in pose provocanti, insieme ad altre riviste dello stesso tipo.

“Si può sapere perché dei ragazzacci come voi non sono già finiti in riformatorio? Mi andrebbe bene anche se ne ve stesse a scuola” abbaiò l’uomo. Aggrottò la fronte e i baffi brizzolati, sopra le sue labbra squadrate, tremarono. Un altro giovane, dai capelli mori leggermente rasta, lo guardò masticando rumorosamente una chewingum.

“Al diavolo! Dacci un paio di birre e smettila di rompere” rispose.

“Che merd*. Pure il vecchio brontolone ci voleva” si lamentò il biondino. Si mise una sigaretta in bocca e la accese utilizzando un accendino argentato con raffigurata la bandiera americana.

“Non sai leggere? E’ vietato fumare” ringhiò il negoziante. Accarezzò la canna del fucile nascosto il bancone, fissando il giovinetto davanti a lui.

“Ca**ate. Fumare è un sacrosanto diritto di ogni singolo americano” ribatté. Infilò l’accendino nella tasca della giacca marroncina che indossava. Il moro strinse un pugno e diede un paio di calci con la punta della scarpa al bancone.

“Putta*a. Dove sono le nostre birre?” ringhiò. Il brusio di sottofondo si fece più forte. Il biondino si avvicinò al distributore di coca-cola. Guardò una ragazza e le sorrise, facendo l’occhiolino.

 

 

Soffio vitale

Partecipa al

Miniesercizio extra – Visioni del Blog: Scrivere creativo.

Scritta sentendo: https://www.youtube.com/watch?v=-H6CUWsOPXA.

 

 

Soffio vitale

 

La giovane accarezzò con la mano la scrivania di legno, osservando il proprio ritratto incorniciato. Si sporse, vedendo in controluce il proprio riflesso nel vetro. Le linee del disegno erano a matita, ma il grazioso volatile che aveva dipinto sulla propria spalla era di colore blu.

La ragazza sorrise e vide l’occhio dell’uccello chiudersi e riaprirsi, si girò e prese in mano una matita colorata di colore azzurro. Si sedette sulla propria sedia di vimini e aprì uno dei cassetti della scrivania, ne trasse un foglio candido ed iniziò a disegnarci. Raffigurò una farfalla, questa batté le ali e spiccò il volo. Dalle sue ali cadeva della polverina azzurra, la giovane si rialzò di scatto facendo strofinare la sedia sul pavimento con uno stridio. Raggiunse la finestra e la aprì, con le iridi brillanti vide l’animale volare fuori.

La luce del sole che entrava dalla finestra tingeva d’oro i lunghi capelli della giovane, che leggeri le ondeggiavano intorno al viso affusolato.

Appoggiò una mano sul vetro e osservò in basso, guardando la strada ai piedi del suo palazzo. Dalle auto si alzavano delle nubi di fumo nero, i clacson risuonavano coprendo le grida delle persone. La ragazza richiuse la finestra e tornò al suo foglio di carta, si sedette nuovamente. Accavallò le gambe nivee e affusolate e posò la matita, ne prese un’altra di colore verde scuro e se la fece roteare tra le dita. Raffigurò delle liane d’edera con delle ampie foglie, il disegno uscì dal foglio, divenendo reale e crebbe. La parete candida davanti alla giovane, si ricoprì d’edera umida.

La giovane sorrise, piegando le labbra rosee.

L’uccello raffigurato nel suo ritratto fischiò, si dimenò gonfiando le piume e fece vibrare le proprie ali.