Sono rimasto

Alessandrè si stese davanti alla tomba, le ali socchiuse. Alcune piume si staccarono dalle sue ali candide e si adagiarono sul terreno battuto, ricoperto dall’erba. La plutoniana alzò il capo e la luce argentea della luna si rifletté nelle sue iridi azzurre. Si deterse le labbra piene con la lingua, i capelli vermigli ondeggiavano intorno al viso e le sferzavano le gote pallide, mosse dal vento.

Accarezzò la superfice liscia del marmo della lapida.

“Non ho lacrime da versare, te le sei portate tutte” mormorò con voce roca.

Piegò la testa in avanti e tossì un paio di volte, fu scossa da una serie di tremiti. La sua fronte scottava e vedeva sfocato.

“Dopo ogni separazione, eravamo soliti ritrovarci. Ora lo farai almeno nella mia mente? Demoni popolano i miei specchi e incubi popolano le mie notti. Potrai apparire anche tu in questa follia?” sussurrò. Chiuse gli occhi e si stese completamente, il suo abito candido si sporcò di terra.

Il respiro di Alessandrè era irregolare e leggermente rantolante.

Help, nascosto dietro una cripta, la osservava. Il viso nascosto dal cappuccio nero, il suo mantello stretto in vita da una corda sfilacciata e le iridi castane tendenti al grigiastro. Strinse i pugni fino a far sbiancare le nocche.

< Non me ne sono mai andato > pensò.

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Test cultura: PLUTONIANI

Test cultura: PLUTONIANI.

-Qual è l’ideale più importante della cultura?

Si tratta sicuramente della libertà, quella disciplinata solo dalla guerra e rispettata dal re.

Quale stereotipo gli associano gli altri paesi?

Gli altri popoli pensano che amino solo il sangue, quindi direi che gli associano la ferocia.

BONUS: Quali sono i lati positivi e negativi di questo ideale?

I lati positivi sono il rispetto delle scelte personali che non vadano contro la comunità e una certa possibilità di cambiamento nell’ordine sociale.

I lati negativi sono una totale mancanza di tolleranza verso gli altri popoli e stermini continui perpetrati verso le altre razze plutoniane.
-Come è strutturata questa cultura?

(storia, miti e collocazione geografica sono fattori importantissimi nella formazione di una cultura)

I loro miti sono soprattutto orali e tramandati attraverso parabole o racconti allegorici. Sono legati alle figure degli elfi e delle altre creature che non vivono più sul pianeta. Molta della cultura scientifica di questi popoli è venuta a mancare e quindi tutto viene spiegato con la magia, anche ciò che di magico non ha niente.

La popolazione vive solo in una porzione relativamente piccola del pianeta e anche lì il luogo è sempre gelido e inospitale.

Per un grande periodo sono vissuti nelle caverne e hanno ancora difficoltà a trasferirsi in vere e proprie case. Solo i regnanti vivevano già da secoli in un palazzo con caratteristiche riprese da popoli di altri pianeti.

La loro vena cacciatrice è fomentata dai periodi in cui la capitale diventa una città acquatica e gli abitanti escono dalle bolle sottomarine per dare la caccia a delle creature simili a grossi squali.
-Come è venuta a crearsi questa cultura?

Come è cambiata da allora all’inizio del romanzo?

I plutoniani sono un popolo che si è formato tra ghiacci eterni, divinità spietate, vampiri e streghe assetati di sangue. Sono diventati presto dei guerrieri per non finire vittime di Drow o tritoni.

All’inizio del romanzo sono all’apice della loro cultura. Hanno quasi del tutto sterminato le altre razze sul pianeta ottenendo la supremazia, conquistano in modo sicuro gli altri popoli. Addirittura si stanno evolvendo, iniziando ad abolire la schiavitù.

Man mano vediamo la decadenza di questo popolo. Prima conquistato e quasi sterminato, poi ridotto a lavorare nelle caverne e infine di nuovo libero, ma con un rigetto profondo per tutte le tradizioni. Molti decidono di abbandonare il loro pianeta, quelli che rimangono non credono più nel sovrano, persino la loro capacità in battaglia ne risente.

-Come questa cultura influenza i personaggi?

In cosa è problematica e in cosa è bella?
Alessandrè, la protagonista, è divisa tra il suo mondo e il modo in cui ha imparato a vivere. Non accetta il suo essere donna perché avrebbe dovuto essere re, ma allo stesso tempo vuole crescere i suoi figli con una dolcezza non appartenente al suo popolo. La fa sentire imperfetta, inadatta. Resta sempre gelida, distante e combattiva, incapace di essere la compagna che vorrebbe nei confronti dell’uomo che ha scelto.

Ama la libertà del suo popolo e quindi si sente rinchiusa tra le mura della scusa casa. Ha liberato il suo popolo, ma non riesce a vivere tra la sua gente.

Diciamo che non ci sono vere e proprie influenze positive.

-Tre cose specifiche che ami e tre che odi della cultura:

-Quali sono le influenze esterne sulla cultura?

Chi ci vive vicino?

Quali sono le relazioni internazionali?

I plutoniani hanno sempre fatto finta di accettare gli ambasciatori alieni e hanno sempre nascosto le loro conquiste facendo credere che i pianeti alieni che radevano al suolo fossero stati in realtà colpiti da un asteroide. Questo perché temono le forze armate delle Galassie Unite, capaci di bombardare e distruggere pianeti a distanza.

I plutoniani sono molto temuti nel resto dell’universo, soprattutto dai marziani di cui fa parte Casper. Perciò può accadere che ogni tanto il mio protagonista temi inconsciamente la moglie.

Alessandrè ha difficoltà a legare con i componenti del resto del gruppo perché plutoniana, al contrario del marito che lo tiene insieme. Però, con il tempo, il suo lato materno le consentirà di avvicinarsi molto a personaggi come Rayan, ad avere rapporti di affetto celati con Legjiellarim, ma non riuscirà mai a chiarirsi bene con Black. Inoltre spesso viene attaccata da fratellastri, sorellastre o gente del suo popolo che non l’accetta come regina. I ‘separatisti’ invece la rapiranno cercando di convincerla a essere regina solo dei plutoniani che hanno deciso di abbandonare Plutone.

-Come appare la cultura a un nativo VS come appare a uno straniero

(Se può aiutare, immagina una scena al mercato, prima per un nativo e poi per uno straniero)

Un nativo è interessato solo alle sue tradizioni, alla pesca, alla sopravvivenza. Non è per niente interessato alla propria cultura, solo a rispettare le leggi. Però troverà un po’ strana l’idea del re di liberare gli schiavi e di creare delle case al posto delle caverne.

Uno straniero li considererà solo barbari pericolosi, se non muore prima congelato.
-Quale festività annuale è importante per la cultura (e per il tuo personaggio)?

I plutoniani ogni anno vanno a caccia-pesca. Alessandrè è rimasta molto legata al mare e a quel periodo dell’anno, tanto che i suoi poteri si attivano la prima volta grazie a quel ricordo. Chiamerà sua figlia Cambris, proprio perché è il nome di quel mese dell’anno, ed è il termine per chiamare quella pratica di caccia acquatica.

-Che rituale/consuetudine specifica hanno (e perchè?) Come reagirebbero se qualcuno la infrangesse?
Hanno una serie di rituali per stabilire se qualcuno è adatto a diventare re. Se qualcuno non riesce a superare quelle prove, non diventerebbe re.

Nessuno ha mai provato a infrangere le loro tradizioni, ma probabilmente verrebbe imprigionato, fatto impazzire, torturato e infine ucciso barbaramente.

Domande bonus:

-Qual è la religione di questa cultura e come condizione la vita di tutti i giorni?

Nonostante abbiano delle divinità sotto gli occhi, non hanno un vero e proprio credo. Sono animisti, perché credono che animali e oggetti abbiano un’anima come noi. Hanno opinioni diverse sulla fine dell’anima dopo la morte, parecchi credono che danzi intorno ad Antius.

Di sicuro le regine si tramutano in alberi cristallo e parecchi alberi su Plutone provengono dalla trasmutazione di plutoniani deceduti.
-Come trattano bambini e anziani?

Hanno grande rispetto per gli anziani perché vuol dire che si tratta di grandi guerrieri. Anche se non glielo dimostrano spesso parlando con rispetto, ma ascoltando nella pratica i loro consigli, lasciandogli decisioni importanti e permettendogli di occuparsi di ruoli di rilievo.

I bambini vengono trattati come adulti solo meno capaci e perciò anche maltrattati se è necessario. Il concetto di abuso di minore gli è estraneo e spesso i bambini uccidono con la stessa naturalezza degli adulti.

Sono considerati un peso, gli è reso onore, o qualcosa in mezzo?

Spesso i bambini sono considerati un peso, esattamente come i meno capaci nella lotta. Al contrario gli anziani, quando non sono più in grado di combattere come una volta, vengono onorati permettendo loro di elaborare le strategie di battaglia.

-Qual è la cosa più onorevole per la cultura? (ex: dare la vita per proteggere altri, suicidarsi piuttosto che arrendersi…)

Riuscire a vincere. Riportare una vittoria in battaglia senza sotterfugi.

Quale la più disonorevole?
Per quanto possa sembrare strano perché è molto raro, non è il fuggire in battaglia. Lo è quando si fugge per codardia, mentre di solito la fuga è per recuperare le forze, preparare una strategia e tornare per divenire vittoriosi.

La cosa più disonorevole è essere un traditore. Ossia allearsi con coloro che si dimostrano contro il re, contro il popolo; o abbandonare il pianeta.

La presenza di traditori si è ugualmente verificata sempre più frequentemente con la decadenza del popolo e della cultura, e con la presenza continua di guerre civili per faide dinastiche.

-Come funziona il corteggiamento?

Chi approccia chi?

I genitori sono coinvolti?

I plutoniani di solito sono interessati solo alla procreazione, quindi hanno pochi rituali per il corteggiamento. Di solito la donna sceglie il più forte, ma si dimostra molto gelida nei confronti del coniuge, che sfoga i suoi istinti violentando le donne di altre razze. Alle volte una prigioniera di guerra può essere scelta come compagna dal plutoniano, se ne rimane invaghito, anche se lei non è d’accordo.

Uomini e donne si approcciano a vicenda, spesso durante le feste in cui si danza intorno al fuoco, o a palazzo.

I genitori non sono coinvolti.

Se i due coinvolti vogliono delle nozze ufficiali ed eterne, per amore o per questioni di status politico (il re deve sempre avere una moglie ufficiale), si ‘uniscono’ fisicamente sotto Antius in un atto sessuale. Nel momento in cui sotto il grande albero della vita pronunciato in plutoniano: ‘Io scelgo te’, ‘Tur adrimin skuna’; le loro anime si legano e avviene uno scambio di ricordi.

-I padri come trattano le figlie?

Solitamente non c’è differenza nel trattamento tra maschi e femmine. In entrambi i casi e molto duro, alcuni genitori arrivano ad abbandonare addirittura i figli tra i ghiacci.

Il padre della mia protagonista, però, è particolarmente duro con le figlie perché l’unico ruolo che è tipicamente maschile è proprio quello del re e nessuno può succedergli, per questo ne cresce due come se fossero maschi, per essere sicuro di avere un futuro re.

Notturno

Scritta per il ‘Prompt del lunedì’ de ‘Il giardino di EFP’.

Prompt: Coperte.

Dalla finestra a forma di goccia della stanza, filtrava la luce di una luna rossa, che faceva brillare di riflessi vermigli i mobili e creava dei giochi di luce sulle pareti nere.

La giovane elfa piegò di lato il capo, i lunghi capelli blu le ondeggiavano dietro la schiena. Le sue orecchie aguzze tremavano e si mise una ciocca dietro una di esse. Con il polso della mano sfiorò la gemma blu terso, dello stesso colore delle sue iridi e della capigliatura, che le decorava l’orecchino d’oro.

“Non sono più una bambina” disse con voce squillante. Batté un paio di volte le palpebre, facendo ondeggiare le lunghe ciglia nere.

“Ne sono a conoscenza” disse una voce maschile, oltre i drappi che circondavano il letto della giovane.

La ragazza si portò l’indice affusolato alle labbra piene e mordicchiò la punta dell’unghia laccata di blu.

“Per me, però, sarai sempre colei a cui rimboccavo le coperte quando era una bambina”. Aggiunse la voce maschile, aveva un timbro giovani e risuonava melodiosa, nonostante fosse più roca e matura di quella dell’elfa.

“Fratello mio, il tuo essere gelido, continua a nascondere altro” sussurrò l’elfa.

Si sentirono i passi del fratello allontanarsi.

“Solo il mio dovere, principessa” rispose lui, uscendo dalla camera.

Lupo

La creatura alzò il muso verso il cielo e dimenò la folta coda dalla pelliccia castano scura. Abbassò la testa, i suoi artigli affondavano nel terreno rossiccio sporcandosi di terra. Socchiuse la bocca mostrando la chiostra di denti, abbassò le orecchie e scattò con un movimento rapido. Si mise a correre lungo il pendio scosceso, schivò gli alberi che si trovava di fronte spostandosi a destra e a sinistra con movimenti repentini. L’animale rischiò di scivolare in avanti ed iniziò a saltare da una roccia all’altra, facendo franare sassolini e zolle di terra con il proprio peso. Saltò oltre un dirupo e la sua figura si stagliò contro lo spicchio di luna che illuminava un cielo blu notte. Il vento faceva frusciare le fronde degli alberi e il suo rumore era coperto dai tonfi a cui davano vita i movimenti della creatura e il gorgogliare dei ruscelli. Il lupo iniziò a correre attraverso un prato, la cui erba verde umida di rugiada nascondeva la sua figura per metà, appiattì le orecchie e alzò nuovamente il capo. Iniziò a ululare, i suoi versi risuonarono lugubri tutt’intorno e accelerò la velocità. I suoi muscoli scattavano, gocce di sudore gli bagnavano il pelo e scendevano lungo il suo corpo in tensione. Rialzò le orecchie sentendo un rumore e le mosse. Smise di correre al centro del prato, una serie di lucciole si alzarono dal campo illuminando intorno a lui.

Si sentirono dei passi e il lupo si voltò, vedendo un uomo che avanzava verso di lui. Si alzò su due zampe e digrignò i denti, ringhiò mentre della saliva gli colava dalla bocca. Ripiegò la pelle del muso per rendere più visibili le sue zanne candide, sporche di sangue rappreso in più punti. Sul suo addome c’era una gemma rossa, che illuminava di bagliori vermigli tutt’intorno, rendendo color carminio anche la luminescenza degli insetti.

L’uomo mise il teletrasportatore a forma di cipolla d’oro in tasca ed inarcò un sopracciglio.

“Insolito tu abbia scelto questa forma per incontrarmi, ma dovevo aspettarmelo da una testa di ca**o come te” disse. Il lupo si rimise su quattro zampe e spalancò due ali nere da pipistrello, dimenandole.

“Ti ho promesso delle informazioni, ma in cambio ti devo parlare. Dannazione, prendi una forma consona!” sbraitò. Si tolse l’elmo di metallo nero che indossava e lo lasciò cadere sul terreno, questo affondò nell’erba sporcandosi di terra umida. La gemma sul ventre del lupo brillò più forte, le sue ali si ingigantirono e si avvolse in esse.

Le ali si aprirono, le membrane tremarono e al posto del lupo c’era un uomo dalla pelle abbronzata, inginocchiato su un ginocchio con la schiena curva e il capo chino. Il giovane uomo alzò la testa, il vento gli fece ondeggiare i capelli castano scuri ai lati del viso, abbassò le orecchie e ghignò. Si rialzò in piedi e richiuse le ali da pipistrello sulle proprie spalle, il suo ghigno mostrava dei denti candidi, i suoi occhi emanavano una luce bianca.

“Se scopro che è un trucco della setta e non hai quello che abbiamo pattuito, ti pentirai di avermi invitato in questo simpatico posticino… molto popoloso, soprattutto” disse ironico. La gemma vermiglia sul suo ventre brillò con meno intensità e le ali si rimpicciolirono.

“Ho degli amuleti che proteggeranno la tua stupidissima famiglia dalle maledizioni delle divinità fedeli alla setta. Me**a, non mettere in dubbio la mia parola” sibilò il cavaliere. Si sciolse dalla cintola un sacchetto e glielo lanciò ai piedi, il lupo fletté le ginocchia e si abbassò, prendendolo da terra. Si sporcò le dita di terra e aprì il sacchetto, guardando al suo interno una serie di pendagli luminescenti.

“Non ti darò mai nessun aiuto ai riti, sia bene inteso, ma me**a, non sempre le cose sono come appaiono” sibilò l’altro. Appoggiò una mano sull’elsa della sua spada.

“Ora che Damian è morto, mi serve un altro alleato. E, maledetto moccioso, sarai anche un ba**ardello, ma penso tu possa aiutarmi a essere un traditore” spiegò. Il castano impallidì e sgranò gli occhi, i segni neri intorno ad essi si fecero più sottili.

“Tu sei un traditore? Non credi nel Distruttore?” domandò con voce tremante. Le orecchie da lupo castano scure sulla sua testa si appiattirono e dimenò la sua coda da lupo.

“Ecco che è arrivata la ca**ata. Certo che venero il Distruttore! Solo che penso fotte** chi veramente lo servirebbe, in nome di divinità e cavalieri corrotti, sia una pessima idea. Aiutami a farlo e quando il Distruttore arriverà, si ricorderà chi davvero gli era fedele” spiegò l’altro. Una serie di simboli brillarono di luce azzurrina sulla sua armatura nera. Il lupo strinse con forza il sacchetto degli amuleti.

“Voglio qualcosa di più, di questo. Mi aiuterai a proteggere la mia famiglia dalla setta” sibilò. Il cavaliere sorrise, socchiudendo gli occhi.

“Affare fatto” sibilò.

Info of Characters, Casper and Ale

Personaggio:

17 P, Perla Goresth: 1.74cm – 69kg

VELOCITA’ MAX (km/h:)           

28-30

FORZA MAX (kg):      

320 -340

Salti m, h:

25m,27h

Personaggio:

36 S, Nimore Goresth: 1.67cm – 61kg

VELOCITA’ MAX (km/h:)           

56-61

FORZA MAX (kg):      

305-307

Salti m, h:

9m,5h

Fuoco     

VELOCITA’ MAX (km/h:)           

64-69                                                                          

FORZA MAX (kg):      

366-379                                       

Salti m, h:

40m,40h

5 sigilli          

VELOCITA’ MAX (km/h:)           

220-300

FORZA MAX (kg):      

5000-6000          

Salti m, h:

33m ,30h